venerdì 3 luglio 2026

Ascoltare il cacciatore Re della savana che è dentro noi

 


Corro da molti anni barefoot su una spiaggia tropicale, qualche

tempo fa sono stato attaccato da due cani di grossa taglia

che circolavano soli, da quel giorno ho deciso, essendo

titolare di porto d’armi, di portare con me la mia Glock automatica

del peso di circa due chilogrammi.

I miei 10 chilometri di spiaggia ogni 48 ore con 2 chili in mano, giorno dopo giorno il mio corpo è cambiato, ho ascoltato dentro di me il quasi bipede che portava un sasso;

Per cacciare.

Poi ho ascoltato dentro di me anche l’australopithecus afarensis con la clava, e via via con il passare dei milioni di anni, l’ascia, la lancia, l’arco ….




Se durante una 10 km considero circa 7.500 oscillazioni utili del braccio, ogni piccola salita verticale del peso vale:

W = 2 \cdot 9,81 \cdot 0,10 \approx 1,96 J

Moltiplicato per 7.500 oscillazioni, il lavoro meccanico minimo diventa:

1,96 J \times 7.500 = 14.700 J

Cioè circa 14,7 kJ.

Tradotto in un gesto da palestra, è più o meno come fare 75 ripetizioni con 20 kg sollevati di un metro, oppure circa 150 ripetizioni con 20 kg sollevati per mezzo metro.

E questo è solo il conto pulito della salita verticale.

Nella realtà il peso viene anche accelerato, frenato, stabilizzato

dalla spalla, trattenuto dalla presa e integrato nella rotazione

di tronco e bacino.

Forse correre con due chili in mano non ti trasformerà  in un

cacciatore paleolitico, ma ti ricorderà una cosa antica: la corsaumana non è mai stata solo gambe.

È piede, polpaccio, bacino, tronco, spalla, mano.

Il braccio che oscilla è un contrappeso; la mano che porta un peso

trasforma quel contrappeso in esercizio.

Non è magia, non è bodybuilding, ma è un piccolo laboratorio

biomeccanico portatile: ogni passo una ripetizione, ogni oscillazione

un richiamo.


venerdì 1 febbraio 2019

Felicità per tutti!

Ogni giorno la vita ci pone di fronte a scelte concrete, un parametro di giudizio che voglio suggerirvi per aiutarvi a prendere la decisione corretta è separare le esigenze del corpo dai voleri del vostra mente.


Per quanto si dica che le due entità siano strettamente collegate, e si parli di un corpo_mente, saper discernere le esigenze dell'uno e dell'altro aiuta a bilanciare il tempo che dedichiamo a soddisfare l'una e l'altra parte.


Distinguere il sacro dal profano non è cosa difficile;

Un panorama, un film, scrivere un blog son tutte cose piacevoli, come vincere una maratona o trovare il nostro limite, ma sono giochi per la mente.


Una passeggiata, una corsa, nuotare son ristori che il vostro corpo ricompenserà con l'energia sprigionata da ogni centimetro della pelle.


Perché lo fai;

Per Chi lo fai.


UN POCO PER OGNUNO;

Ragazzi.


venerdì 21 settembre 2018

Yoga

Yoga significa unione, prodromo dell'unione è la dicotomia.
Per trovare la nostra dicotomia abbiamo bisogno di andare in profondità nel nostro corpo, comprendere i processi chimici dietro le nostre emozioni, abbiamo bisogno di capire come le due entità stanno lavorando dentro di noi con esigenze ed impulsi diversi, a volte in conflitto.
Più la dicotomia  sarà svelata,  più chiaro sarà il percorso che mette in comunicazione corpo e cervello per sanarla.

La prima regola e che non ci sono regole, siedi, distendi il corpo e respira;
Respira profondamente.
Ascolta il tuo respiro,
Sentilo;
Impara da lui.

Lo stretching è l'alfabeto per leggere il tuo corpo, il respiro è la lingua madre per capirlo.

La pratica quotidiana darà ad entrambe le parti della dicotomia la possibilità di aprire una conversazione;

Mese dopo mese, anno dopo anno, la fiducia crescerà e salderà la sutura trasformando il nostro ego in consapevolezza.

sabato 19 agosto 2017

Le femmine sono molto più intelligenti

Le statistiche parlano chiaro, le donne sono le migliori amministratrici, sia che si tratti di privato che di pubblico le istituzioni guidate da umani di razza femminile sono le più redditizie e  quelle con risultati migliori;
Ma questo aspetto di maggior focalizzazione sull’intelletto a scapito della fisicità ci viene suggerito anche da altri comportamenti all’apparenza insignificanti della vita quotidiana, ad esempio l’utilizzo di deodoranti ed essenze varie e l’esigenza continua di lavarsi sono il sintomo della volontà di cancellare il naturale odore del DNA, quello che ci ha permesso per milioni di anni di scegliere la femmina giusta per gli accoppiamenti migliori.

Che dire poi del trucco, delle ciglia allungate, dei capelli colorati e modificati nel loro naturale fluire, tutti segni, imbarocchimenti, della zona del cervello, gli occhi come specchio dell’anima, ed ancora la smodata passione per l’abbigliamento così da cancellare ed umiliare completamente il corpo.

Sono innumerevoli i segnali che ogni giorno ci raccontano della superiorità del pensiero femminile, ma da dove può derivare questa potenza di pensiero?

Gli studiosi di antropologia ci racconterebbero del ruolo della donna nelle società primordiali e di come il pensiero femminile si sia sviluppato nella storia grazie alla maggior complessità dei compiti  assegnategli.

Ma le statistiche oltre  darci conto delle qualità femminili ci dicono anche che sono loro quelle che mangiano glucosio in maggior quantità,  se poi questa assunzione maggiore di glucosio è accompagnata da un minor utilizzo del corpo per lavori pesanti caratteristico del sesso femminile, vediamo come i neuroni femminili abbiano mediamente a disposizione maggiori quantità di glucosio;
Caratteristica questa che le rende, sempre statisticamente,  più esposte al rischio di malattia da depressione e che probabilmente crea in loro quello stato di perenne insoddisfazione annoiata che, ma qui la statistica è puramente personale, spesso ne caratterizza lo stile di vita.

La diffusione di comportamenti femminili anche tra gli esemplari di sesso maschile potrebbe essere null'altro che il sintomo dell’aumentato consumo di glucosio anche da parte degli uomini che a poco a poco incominciano ad acconciarsi e ad amare abbigliamento e gioielli, dimenticando quella mirabilissima macchina perfetta che è il loro corpo.







domenica 6 agosto 2017

Scatole di felicità

Immaginate di avere a disposizione due scatole dentro le quali si nasconde la felicità, si proprio lei, quell'araba fenice che ai più fugge come una gazzella ombrosa, due scatole una molto grande e l'altra piccolina;
Sulla piccola trovate scritto Cervello, materia grigia, anima, pensiero.
Sulla grande sta scritto corpo, quale aprite per prima?
Dove credete che stia nascosta la felicità?

Ed aprendole cosa vi trovereste?

Nella prima incontrereste un poco di cervello, materia grigia e molta sabbia, vi accorgereste che nel mezzo di tutta quel baillame di rena e cervello trovare qualche granello di felicità è impresa difficile i granelli son milioni e il tempo ristretto.

Dentro alla scatola grande, al contrario, trovereste molti pezzi alla rinfusa e un poco rovinati, ma vi accorgereste che ogni pezzo ha il suo spazio e sarà un lavoretto facile rimetterli in ordine e lucidarli per bene;
A lavoro finito, con tutti i vostri pezzi al loro posto e che funzionano, perfetti, farete esperienza di un appagamento vero e profondo;
Qualcosa di più della felicità semplice;
Dentro la scatola!

mercoledì 26 luglio 2017

Esercizio

L'esercizio più importante per il corpo è praticato dalla mente che deve apprendere quotidianamente a separare tutte le cose della vita tra quelle che si fanno per il bene del nostro corpo e le azioni che al contrario sono finalizzate ad appagare lei, tiranna indisturbata;

La maggior parte di noi così facendo si accorgerà di come stia dimenticando quasi completamente il corpo, e non parlo solo di obesi sedentari con addizioni gastronomiche, ma talvolta anche scelte di vita sportiva e naturale nascondono solo il desiderio di appagare la mente raggiungendo traguardi di velocità, distanza o 'bellezza' che nulla hanno a che vedere con il benessere del corpo.

L'Esercizio è semplice e qualsiasi cervello è in grado di metterlo in pratica una volta assimilato il concetto che il nostro io profondo è composto da due entità ben distinte, con esigenze diverse ed in alcuni casi in antitesi tra loro,  è facile assegnare ad ogni nostra decisione quotidiana una  valenza per l'una o per l'altra parte:

Prendiamo ad esempio le vacanze, quando pensiamo al nostro tempo libero usualmente ci immaginiamo facendo viaggi planetari alla scoperta di mondi misteriosi, uno stress enorme per il nostro corpo a cui nulla importa di essere a Milano piuttosto che a Costantinopoli, in nostro corpo trae beneficio dall'esercizio, dal buon cibo, dal rispetto dei cicli sonno veglia, non certo dall'essere trasportato dentro scatole di latta di varia natura in mondi estranei.

E i nostri figli? 
Quante volte pensiamo al loro studio, all'importanza dell'apprendimento quante energie profuse per farli studiare, se pensassimo a ciò che in futuro li renderà uomini felici e liberi, insisteremmo a che corrano a che giochino scalzi;
A che crescano con corpi da favola, mirabilissimi, che possano donargli la gioia dell'amore per tutta la vita.

E se a qualcuno questa routine sembrasse inutile gli basterà provare ad immaginarsi sul letto di morte e pensare a quale delle due parti avrebbe voluto dedicare più energie.

Esercizio, Esercizio;
Ed ancora.
Esercizio.





domenica 25 giugno 2017

La tecnologia che ci permetterà di vivere come veri uomini delle caverne

L’uomo delle caverne visto con gli occhi di oggi ci parrebbe un gran fannullone, dedica un tempo limitato alla caccia e passa il resto della sua giornata a riposare;
La caccia ha consumato tutto il glucosio nel suo sangue, non ci sono zuccheri per integrarlo, niente carboidrati, niente di niente, solo il riposo può rimpiazzare le riserve del nostro antenato quel magazzino tanto importante per non sentirsi così stanco dopo lo sforzo fisico.


La rivoluzione tecnologica in atto sta sottraendo l’uomo al lavoro manuale, se la comparsa dell’agricoltura regalò al genere umano la fatica dei campi e se la rivoluzione industriale ne mitigò la durezza,  l’odierna corsa alla robotizzazione ed alla fabbrica 4.0 ci darà il tempo e la possibilità di vivere dovunque, lavorando con il nostro cervello, donando ancora una volta la libertà al nostro corpo,  è nostro il compito di farne buon uso.

lunedì 27 marzo 2017

Cellule, gattini; Tumori.

Il nostro corpo è composto da miliardi di cellule, ogni cellula è un piccolo essere vivente, come un gattino, ognuno di questi miliardi di gattini deve mangiare e bere, ed infatti molti di noi pensano all'alimentazione ed all'idratazione del corpo come alle principali fonti di benessere.

C'è però un altro aspetto che bisognerebbe tenere ben presente, ogni gattino produce una cera quantità di cacca e questa deve essere quotidianamente pulita, se pensiamo a moltissimi gattini in uno spazio piccolo capiamo come la pulizia delle feci sia fondamentale per la sopravvivenza sana dei nostri piccoli amici e qui entra in gioco la circolazione sanguigna, tenere la circolazione attiva significa tenere pulito il nostro organismo, certo qualsiasi tipo di movimento, "sport", ci aiuta a stimolare la circolazione ma nessuno ha la valenza del correre o del camminare.




Il nostro apparato locomotore è nato per queste due fondamentali funzioni, le 'magnifiche pompe' inserite sotto i piedi composte dalla miriade di capillari che compongono la 'soletta venosa di Lejard' coadiuvate dal movimento dell'arco plantare che stimola le grandi vene profonde, esercitando la funzione di un vero e proprio cuore periferico, che spinge il sangue verso l'alto aiutando il lavoro di quell'altro cuore, quello vero così potente, così fragile.


Ecco perché la corsa e la camminata insieme ad una corretta alimentazione ed idratazione sono fondamentali per la prevenzione di molte malattie, anche tumorali, è infatti più probabile che cellule sporche si riproducano in modo sbagliato.

E' di questi giorni una ricerca pubblicata su Science che afferma come due terzi dei tumori siano da imputare a mutazioni casuali del DNA, non credo che gli scienziati abbiano tenuto conto della variabile camminata e corsa quotidiana nelle loro statistiche relative allo stile di vita, probabilmenta questo dato avrebbe modificato i risultati in maniera sostanziale.










giovedì 22 settembre 2016

Tradizioni


Sento spesso parlare di tradizioni, famiglia;
Storia.

Ma ci siamo mai chiesti quali sono le nostre vere tradizioni?
Abbiamo davvero un quadro completo in merito al nostro passato?
oppure la lente con cui lo osserviamo è distorta?

La scienza ci dice che l'uomo, come razza separata de quella dei primati, nacque circa 4 milioni di anni fa, eppure nel discorso quotidiano sembra che tutta la storia dell'uomo sia riferita agli ultimi 12000 anni una data che per tutti noi pare già "fuori dal tempo", tutto quello a cui tutti i giorni facciamo riferimento per apprendere a vivere viene da questi pochi ultimi millenni.

Tradizioni che sembrano incontrovertibili, piatti che vengono dalla notte dei tempi, strutture sociali, tutto viene elaborato a partire da quella che ci viene narrata come la nostra storia, le religioni stesse che paiono antichi pilastri del sapere sono in realtà un battito d'ali al cospetto della Storia umana.

Per questo, quando rispettate "le tradizioni" pensate cosa esse sono nella realtà, spesso capirete che nulla hanno a che fare con il nostro benessere psicofisico.

La corretta alimentazione

Permettetemi, prima di trattare questo difficile argomento un paio di precisazioni.

La prima di ordine tecnico legale, ovvero l'avviso che gli argomenti qui esposti nulla hanno di scientifico essendo frutto unicamente della mia fervida fantasia;
La seconda precisazione di contrappunto alla prima vuole essere un monito a considerare la complessità e la difficoltà e la vastità dell'argomento nutrizione che come tale rimane materia empirica per chiunque.

Inizieremo col dire che bisognerebbe dimenticare tutte quelle volte che abbiamo letto o abbiamo sentito che il tal o il tal altro alimento facciano bene o male, non è mia intenzione elencarvi le qualità taumaturgiche dell'avocado o della spirulina;
In realtà il nostro organismo conosce due fondamentali alimenti, quasi tre:
Proteine dal greco πρωτεῖος proteios, "al primo posto"
Glucidi dal greco γλυκύς, glucùs, cioè "dolce" (carboidrati, zuccheri, fruttosio e chi più ne ha più ne metta)
.....
Grassi che in realtà sono una riserva di stoccaggio intenso dei glucidi

Alla luce di questi due/tre elementi dobbiamo giudicare ciò che quotidianamente ingeriamo ed il bilancio di questi è quello da tenere presente costantemente, non le vitamine o gli omega3.4.5....7;
Non li avete mai provati? siete rimasti al 3?

Proteine e Glucidi sono elementi che il nostro organismo difficilmente riesce  a processare se ingeriti durante lo stesso pasto perché lo stomaco usa due differenti composti per la distruzione di proteine (acido) e i glucidi (basico)

Come???

Pasta con il ragù, pane e prosciutto, polenta e brasato ...... tutti ma proprio tutti i piatti tradizionali, in tutto il mondo sono un intruglio di proteine e glucidi indigeribile ma che, proprio per questo motivo ci fa sentire così .....

Sazi?

Pasta e fagioli.

E la frutta???
Ancora glucidi, proibita! Anche i pomodori (che sono frutta) nell'insalata, darebbero noia alle proteine della bistecca ......

Ci rimangono le proteine delle carni meglio se bianche, meglio il pesce, non dobbiamo temere i grassi e fare molta, moltissima attenzione ai glucidi perché si annidano ogniddove.

Poi tanta verdura, meglio cruda, insalata, giusto per tenere pulito e ben idratato l'intestino, che poi è uno dei centri nevralgici della società moderna;
A questo proposito qualche digiuno pare faccia molto bene.

Separare le proteine da tutto il resto è un impresa che sembra facile ma nasconde molte difficoltà perlopiù insite dentro noi stessi, la dieta si impoverirà drasticamente dei piatti preferiti e dovremo abituarci a quella sensazione di fame che accompagna la fine di ogni pasto a base di carni e verdure.

Se poi scegliessimo oltre che separare anche di diminuire drasticamente i glucidi liberando il nostro sangue dalla trappola dell'eccesso di glucosio il premio in felicità e benessere sarà il nostro bene più prezioso.















Quelle buone abitudini così difficili da lasciare-

Se è vero che le cattive abitudini sono difficili da lasciare, per esperienza personale vi dirò che le buone lo sono altrettanto e forse di più, il corpo umano trovato lo stato di equilibrio regala tali e tante gioie quotidiane alle quali diventerà difficile se non impossibile rinunciare.

Siamo abituati a cercare il piacere dentro i meandri della nostra mente, trasformiamo le corse in gare, inseguiamo falsi miti creati dalla nostra fervida immaginazione e dimentichiamo ogni giorno di coltivare l'unica Verità che ci è concessa;
Il nostro corpo.

Una corretta alimentazione, l'esercizio quotidiano ed il rispetto dei ritmi naturali regalano a poco a poco una felicità profonda, piena, senza se e senza ma, sperimentare questo stato significa radicare il benessere fino al punto di percepire le minime variazioni di questo stato; Ascoltare l'energia interna irradiata dal nostro corpo, sentirla variare al modificare della dieta o dei ritmi veglia sonno, ci consente di instaurare un nuovo rapporto corpo-mente.


giovedì 12 maggio 2016

La piramide alimentare

Ognuno ha la sua piramide alimentare preferita, se ne possono incontrare moltissime versioni, è sufficiente cercare i termini "piramide alimentare"  per scoprire un mondo di piramidi che neanche gli egizi potevano immaginarle.

Su di una cosa molte concordano, i dolci in tutte le loro forme si incontrano quasi sempre al vertice, il pericolo massimo, salvo poi trovare nella maggioranza dei casi la base della piramide costituita dai cereali, il massimo della salute secondo i novelli edificatori di tombe.

Che cosa non funziona?

Porre dolci e cereali al vertice ed alla base è un incongruenza colossale in quanto il nostro corpo processa entrambi gli alimenti ottenendo la medesima sostanza, il glucosio;
Difficile pensare che il medesimo composto chimico possa essere il peggiore ed il migliore quando l'unica differenza consiste nei tempi di assimilazione della sostanza, insomma, tanta droga nel medesimo istante è un problema, ma un apporto costante, controllato e leggero della stessa droga pare dia un gran ristoro al corpo!

Alimentazione ed educazione

Attraverso il cibo abbiamo l'occasione di impartire uno dei messaggi educativi tra i più importanti della vita;
Amore non significa dare incondizionato.

Attraverso l'alimentazione diventa semplice spiegare ad un bambino di quanto i no siano interesse per il benessere dell'altro.

È capitato una volta che mio figlio, al tempo aveva circa 6 anni, dentro ad un ristorante incominciasse a piangere per avere  delle patatine fritte, a quel punto non ho fatto altro che ordinare una quantità enorme di patatine fritte e, porgendogli il piatto, gli ho ho spiegato che avrebbe potuto anche mangiarle tutte, tanto in fondo il corpo a cui avrebbero nuociuto sarebbe stato il suo e di come io fossi più interessato alla salvaguardia del mio.

Angelo non ha mangiato le patatine ed ha inteso dell'amore vero, spero nella vita sappia sempre riconoscere quali nemici, persone che offriranno cose contro il suo corpo.

martedì 7 ottobre 2014

Odore




L'olfatto umano, avvilito da migliaia di anni di scarso utilizzo, si è assopito;
Diamo sempre meno importanza agli odori eppure è proprio attraverso il magnifico senso dell'olfatto che per milioni di anni la razza umana si è evoluta, scegliamo l'animale con cui accoppiarci anche attraverso l'odore, quello scritto nel nostro DNA,  scegliamo di accoppiarci per quel violento istinto di conservazione della razza, aumentare il numero degli esemplari è garanzia di perpetuarla.

DNA con odore compatibile generano prole sana, annusatevi quindi e finitela con creme e prodotti cosmetici profumati, finitela di imbrogliare;
Cercate verità, fidatevi di chi vi offre verità.



sabato 6 settembre 2014

Tintarella e vitamina D

È il momento di misurare la nostra abbronzatura, l'esposizione della pelle alla luce solare permette al nostro corpo di procurarsi l'80% della D3 o colecalciferolo necessaria.
Il colecalciferolo favorisce l'assorbimento di calcio e fosforo a livello intestinale, ed interviene nella differenziazione degli osteoclasti, cellule di cui sono composte le ossa e di cui è fondamentale la produzione visto il continuo ricambio che coinvolge tutto il nostro apparato scheletrico.
A questo prosito ricordo come le ossa a differenza di quello che si potrebbe immaginare, siano tessuto vivo ed in continua metamorfosi e di come lo sport agisca in questo processo migliorandolo e favorendo il continuo rafforzamento.





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lunedì 18 agosto 2014

Rimanere giovani



Rimanere giovani significa vivere giorno per giorno quel sudore di quando eravamo giovani, quella mancanza di aria, quella sete grande di acqua pura;
Rimanere giovani significa correre, come quando eravamo giovani.

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mercoledì 30 luglio 2014

Bello e buono.

I termini bello e buono hanno origine comune, nacque prima il buono poi il bello, come forma diminutiva del primo.

Che c'entra tutto ciò con un blog che parla di corsa, movimento e tuttalpiù di nutrizione?

È presto spiegato con due esempi di come queste due parole siano centrali per il discorso che portiamo in queste righe, ecco due esempi di come esse interagiscono in maniera deleteria sul nostro corpo.



Perché le parole hanno spesso un significato più grande di ciò che noi pensiamo, e proprio la loro radice comune  ci racconta di come i guai che l'uso di queste procura siano in fondo due lati della stessa medaglia.

Non stupisce certo che siano nate sotto lo stesso tetto, visto che entrambe sono espressione di uno stato emotivo del nostro cervello che non esiste in natura, infatti se qualcuno ci chiedesse di definire cosa è il bello ed il buono ci troveremmo in seria difficoltà, filosofi di tutti le epoche, gettando il loro tempo alle ortiche, si son provati a dar definizioni che circoscrivessero questi concetti, senza citare poi scrittori, poeti e canzonieri vari, anche loro presi dalla smania di decifrare l'indecifrabile.

E non stupisce nemmeno che sia il buono ad avere il primato, gli antichi benus e bonus avevano come diminutivo benulus e benlus da qui bellus, inferiore quindi a buono.

Due parole di cui si abusa in continuazione, qualsiasi cibo zuccherino, qualsiasi barocchismo insensato diventano senza tema in ogni angolo di mondo buoni e belli.

Due concetti che dovremmo mettere da parte il più possibile perché per loro natura stessa tendono a mettere al centro del nostro spirito un appagamento artificialmente drogato del nostro cerebro, contribuendo a farci dimenticare giorno dopo giorno quella efficientissima macchina che è il nostro corpo, meravigliosa pur nn  conoscendo il significato di  buono e bello.


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domenica 27 luglio 2014

L'altra storia; Vibram 5fingers Bikila EVO, prova su strada.



Ebbene si, dopo cinque mesi di intenso uso le mie Vibram 5fingers Bikila LS incominciano a mostrare i segni del tempo, nulla di grave si intende, ho comunque deciso di acquistarne un nuovo paio per separare l'utilizzo quotidiano da quello della corsa.
La prima sensazione che regalano le EVO è di grande leggerezza, il confronto alla bilancia confermerà un peso dimezzato, quasi 200 grammi per le LS contro i 100 delle EVO, vere e proprie Formula-1;
Basse, leggere e fatte con materiali di qualità.













Gran parte del risparmio di peso viene dalla suola, a differenza delle LS che presentavano una
superficie inferiore totalmente in gomma per le EVO si è optato per un modello bicomponente, costituita da una scocca in polimero leggero con inserti in gomma per il grip, anche la tomaia è stata alleggerita riducendo gli inserti di rinforzo e le zone di imbottitura, il risultato è una scarpa molto destrutturata, un vero guanto tecnologico.






Il supporto dell'arco plantare è diminuito sensibilmente:
2 centimetri per EVO
3 centimetri le LS




Su strada il nuovo layout della suola, malgrado il limitato spessore e la leggerezza dell'insieme, risulta molto più stabile e trasmette meno feedback dal terreno, i puristi del natural storceranno il naso mentre chi frequenta pietraie potrebbe trarne vantaggio, in effetti le LS sugli sterrati più duri risultavano soffici,  entrambe nn sono comunque nate per l'uso fuori strada.


In conclusione, l'arco plantare ribassato è un grande punto a favore di queste scarpe, che si traduce in una camminata più naturale, la leggerezza si tramuta in una sensazione generale di confort.
La specializzazione alla corsa su strada è ancor più marcata di prima, cosa che nn sembra comunque precluderne l'uso all_range, dalla spesa al market sotto casa al viaggio intercontinentale.

Mettendo in conto che il punto di arrivo rimane sempre la corsa a piedi nudi, per noi che stiamo ancora crescendo le Bikila EVO sono un ottimo strumento.


................................. appena finito di scrivere questo articolo, allacciando le nuove EVO per la seconda volta, si è staccato il piccolo velcro posto come finalino sulle stringhe, spero che leggerezza nn significhi delicatezza.








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Vibram condannata!


sabato 26 luglio 2014

La mia transizione al natural running

Ho completato la mia transizione, sono un barefooter?

Dopo quasi due anni di prove tecniche ancora nn riesco a rispondere a questa domanda.
Ho incominciato ad interessarmi all'argomento grazie ad un articolo sul sito della Asics, ebbene sì, lo ammetto, stavo in casa dei cattivik per trovare un paio di scarpette.

Novembre 2012
Istillato il germe della curiosità ho approfondito la materia Barefoot fino a capire, tramite il sito della vallisport, che sarebbe stato meglio cominciare con un drop di 3 mm,  il drop è il termine con cui si misura il dislivello tra avanpiede e tallone, il barefoot prevede naturalmente un drop pari a 0.
Ho acquistato le Inov8  f-XLITE 195, con drop 3, in fondo nn erano molto diverse dalle mie asics, avevo incominciato a correre con scarpe ammortizzate da circa un anno.


Stavo nel mezzo del cammin di nostra vita, 41 anni, poco prima di entrare nella foresta oscura mi son provato di correre, ricordo la prima volta, il preciso istante in cui mi son fermato, ho sentito un formicolio che saliva dalle gambe e si espandeva per tutto il corpo, piacere puro, la diritta via nn era smarrita, in quell'istante preciso pensai che la corsa fosse il più bel movimento del mondo e a tutto ciò c'avevo perso tra palestre e tanti altri sport.

Ritorniamo alle Inov8, le ho utilizzate per circa 3 mesi, 2 dei quali correndo in città, con le scarpe ammortizzate facevo circa 10 km ogni allenamento con le nuove ribassate ho incominciato con 4 - 5 km, i consigli che avevo trovato sul web dicevano tutti, prendetevela calma!

Febbraio 2013
4, 5, 6, 7, 8, 9 al terzo mese arrivo a 10km .....e nel nord del Brasile;
9 km di falesia a piombo sull'oceano atlantico,  1 km di spiaggia e carnevale.


Al terzo_quarto allenamento, incomincio con crampi mattutini al gastrocnemio poi a sentire dolore al tallone destro, la prendo sotto gamba, la falesia è troppo bella.


Parto con il male, ed al rientro esplode.
Il tendine di Achille, il più grande e potente di tutto il corpo, troppo grande e potente, anche per meritare una guaina protettiva;
Niente.
Solo un sottile strato a garantire la scorrevolezza sul calcagno.
Passano i giorni, il tendine è sempre infiammato, nn posso camminare;
Compro un paio di stampelle, muletas in portoghese.



Le uso per 3 mesi, incomincio a capire che lo stretching ed il massaggio sono la chiave di volta, lentamente il dolore sparisce, prenoto un ecodoppler per verificare il completo riassorbimento dell'infiammazione e che nn ci siano danni al tendine.


Tutto è ritornato a posto, tipico incidente da principiante che nn ascolta il suo corpo, distruzioni migliorative, tipo pelle della pianta del piede, si lacera e si distrugge con lo sfregamento ma in pochi giorni si ricostruisce più forte di prima.

Maggio 2013
Si ricomincia, tanto stretching;
Per correre il drop zero rimane un miraggio, per camminare compro le Inov8 bare XF 210, queste si drop zero.


Dopo qualche mese superate le diffidenze ed arrivato stabile ai miei 10 ogni 48 ore con le drop 3, incomincio a usare per qualche uscita le nuove, subito amatissime, XF;
Ce l'ho fatta sto a zero!
Va tutto bene per un lungo periodo, a parte un insignificante dolore al tibiale anteriore, colpa di un
passo in discesa un poco troppo arrembante, il mare sempre il mare;
Nostrum, questa volta.


Novembre 2013
Decido di provare le 5fingers, mi prendo in casa le Bikila LS, le tengo come soprammobile, difficile lasciare le Inov, amore vero, nn le tolgo più 24/24.


Dicembre 2013
E' trascorso circa un anno, l'amore, il troppo amore, distrugge.
Dentro alle mie Inov8 bare XF 210 sento il tallone sinistro, qualche crampo, decido fermarmi.
In tempo?
Dopo una settimane le mie 'muletas' brasiliane mi aspettano insofferenti.
Dicembre stop, ma, sorpresa, a Gennaio l'acchilleo dolore regredisce;
Il 2 gennaio riprovo, la prendo con calma.
Il dolore in realtà non è del tutto scomparso, sento una scia a freddo, quel tanto per ricordarmi di nn esagerare.
Le Inov8 sono andate, ridotte al rango di huarches direbbero le mamme sudamericane, scarpacce!
Dopo 8 mesi di onorato servizio la tomaia è consumata;
Io parto per il Costa Rica.

Febbraio 2014
Finalmente nudo, piedi nudi, 5 km di spiaggia andata e 5km il ritorno, oceano pacifico;
Oceano mare.


Tra le conchiglie affilate comprendo il significato di propriocezione.
Tutto prosegue bene, 10km/48h nn posso chiedere nulla di meglio.
Torno in città, dopo due mesi di piedi nudi nn riesco più ad usare scarpe normali, ricordo di avere in archivio le Vibram a cinque orrende dita, nn troppo orrende, comode;
Belle, davvero belle!
Adorabili.

Maggio 2014
La scuola elementare che frequenta mio figlio organizza una 'maratona' 4 km, una passeggiata, decido per i sandali, Xzero, un azzardo ma tanto nn devo arrivare primo chi se ne importa.
Parto lento, poi incomincio a notare che gli altri sono ancora più lenti di me;
Penso, vai e vinci!
Mi lancio, al 2° km perdo un sandalo, mi fermo e lo riallaccio, riparto supero tanti, al 3°
km ancora il sandalo destro  si allenta, il quarto dito del piede sanguina visibilmente, brucia anche tutta la parte esterna;
Devo vincere!

Riparto, prima del traguardo, superato il secondo, mi distraggo e sbaglio strada, il terzo che nel frattempo è ritornato secondo, mi avverte;
Alla faccia della sportività, la mia prima gara, sarà probabilmente anche l'ultima, il pensiero della vittoria ha offuscato per me tutto quello che di buono e positivo trovo nella corsa.
Dopo qualche giorno riprendo gli allenamenti e rompo il secondo metatarso del sinistro;
Frattura da stress,  recita la medicina ufficiale.


Siamo al 20 maggio, MULETAS, STAMPELLE.

Luglio 2014
Le fratture guariscono in 6 settimane, nn ci sono santi, devono crescere le cartilagini, queste stabilizzano i segmenti e lentamente si trasformano in osso;
Osso duro, meglio di prima.
Agli inizi di luglio ricomincio, le 5Fingers si avviano pel sentiero della vecchiaia;
Oggi ho comperato le Bikila EVO, ma questa;
E' un altra storia.

AGGIORNAMENTO FEBBRAIO 2019


Sono trascorsi cinque anni, vivo da quattro senza indossare calzature, corro.
10km di spiaggia ogni 48 ore intervallando con una sessione di Yoga.
Non ho più sofferto nessun infortunio legato alla corsa;
I miei piedi, sono cambiati nel profondo, i muscoli accresciuti hanno lentamente modificato la posizione delle ossa che ne compongono lo scheletro.

I miei stilobati hanno nuova forma e nuove dimensioni, la pelle resiste a qualsiasi temperatura e a qualsiasi sollecitazione e quando, raramente, incespico in qualche angolo duro, non è poi cosí duro;

I miei piedi non sono più i miei piedi, io non sono più l'uomo che ero.





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