martedì 7 ottobre 2014

Odore




L'olfatto umano, avvilito da migliaia di anni di scarso utilizzo, si è assopito;
Diamo sempre meno importanza agli odori eppure è proprio attraverso il magnifico senso dell'olfatto che per milioni di anni la razza umana si è evoluta, scegliamo l'animale con cui accoppiarci anche attraverso l'odore, quello scritto nel nostro DNA,  scegliamo di accoppiarci per quel violento istinto di conservazione della razza, aumentare il numero degli esemplari è garanzia di perpetuarla.

DNA con odore compatibile generano prole sana, annusatevi quindi e finitela con creme e prodotti cosmetici profumati, finitela di imbrogliare;
Cercate verità, fidatevi di chi vi offre verità.



sabato 6 settembre 2014

Tintarella e vitamina D

È il momento di misurare la nostra abbronzatura, l'esposizione della pelle alla luce solare permette al nostro corpo di procurarsi l'80% della D3 o colecalciferolo necessaria.
Il colecalciferolo favorisce l'assorbimento di calcio e fosforo a livello intestinale, ed interviene nella differenziazione degli osteoclasti, cellule di cui sono composte le ossa e di cui è fondamentale la produzione visto il continuo ricambio che coinvolge tutto il nostro apparato scheletrico.
A questo prosito ricordo come le ossa a differenza di quello che si potrebbe immaginare, siano tessuto vivo ed in continua metamorfosi e di come lo sport agisca in questo processo migliorandolo e favorendo il continuo rafforzamento.





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lunedì 18 agosto 2014

Rimanere giovani



Rimanere giovani significa vivere giorno per giorno quel sudore di quando eravamo giovani, quella mancanza di aria, quella sete grande di acqua pura;
Rimanere giovani significa correre, come quando eravamo giovani.

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mercoledì 30 luglio 2014

Bello e buono.

I termini bello e buono hanno origine comune, nacque prima il buono poi il bello, come forma diminutiva del primo.

Che c'entra tutto ciò con un blog che parla di corsa, movimento e tuttalpiù di nutrizione?

È presto spiegato con due esempi di come queste due parole siano centrali per il discorso che portiamo in queste righe, ecco due esempi di come esse interagiscono in maniera deleteria sul nostro corpo.



Perché le parole hanno spesso un significato più grande di ciò che noi pensiamo, e proprio la loro radice comune  ci racconta di come i guai che l'uso di queste procura siano in fondo due lati della stessa medaglia.

Non stupisce certo che siano nate sotto lo stesso tetto, visto che entrambe sono espressione di uno stato emotivo del nostro cervello che non esiste in natura, infatti se qualcuno ci chiedesse di definire cosa è il bello ed il buono ci troveremmo in seria difficoltà, filosofi di tutti le epoche, gettando il loro tempo alle ortiche, si son provati a dar definizioni che circoscrivessero questi concetti, senza citare poi scrittori, poeti e canzonieri vari, anche loro presi dalla smania di decifrare l'indecifrabile.

E non stupisce nemmeno che sia il buono ad avere il primato, gli antichi benus e bonus avevano come diminutivo benulus e benlus da qui bellus, inferiore quindi a buono.

Due parole di cui si abusa in continuazione, qualsiasi cibo zuccherino, qualsiasi barocchismo insensato diventano senza tema in ogni angolo di mondo buoni e belli.

Due concetti che dovremmo mettere da parte il più possibile perché per loro natura stessa tendono a mettere al centro del nostro spirito un appagamento artificialmente drogato del nostro cerebro, contribuendo a farci dimenticare giorno dopo giorno quella efficientissima macchina che è il nostro corpo, meravigliosa pur nn  conoscendo il significato di  buono e bello.


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domenica 27 luglio 2014

L'altra storia; Vibram 5fingers Bikila EVO, prova su strada.



Ebbene si, dopo cinque mesi di intenso uso le mie Vibram 5fingers Bikila LS incominciano a mostrare i segni del tempo, nulla di grave si intende, ho comunque deciso di acquistarne un nuovo paio per separare l'utilizzo quotidiano da quello della corsa.
La prima sensazione che regalano le EVO è di grande leggerezza, il confronto alla bilancia confermerà un peso dimezzato, quasi 200 grammi per le LS contro i 100 delle EVO, vere e proprie Formula-1;
Basse, leggere e fatte con materiali di qualità.













Gran parte del risparmio di peso viene dalla suola, a differenza delle LS che presentavano una
superficie inferiore totalmente in gomma per le EVO si è optato per un modello bicomponente, costituita da una scocca in polimero leggero con inserti in gomma per il grip, anche la tomaia è stata alleggerita riducendo gli inserti di rinforzo e le zone di imbottitura, il risultato è una scarpa molto destrutturata, un vero guanto tecnologico.






Il supporto dell'arco plantare è diminuito sensibilmente:
2 centimetri per EVO
3 centimetri le LS




Su strada il nuovo layout della suola, malgrado il limitato spessore e la leggerezza dell'insieme, risulta molto più stabile e trasmette meno feedback dal terreno, i puristi del natural storceranno il naso mentre chi frequenta pietraie potrebbe trarne vantaggio, in effetti le LS sugli sterrati più duri risultavano soffici,  entrambe nn sono comunque nate per l'uso fuori strada.


In conclusione, l'arco plantare ribassato è un grande punto a favore di queste scarpe, che si traduce in una camminata più naturale, la leggerezza si tramuta in una sensazione generale di confort.
La specializzazione alla corsa su strada è ancor più marcata di prima, cosa che nn sembra comunque precluderne l'uso all_range, dalla spesa al market sotto casa al viaggio intercontinentale.

Mettendo in conto che il punto di arrivo rimane sempre la corsa a piedi nudi, per noi che stiamo ancora crescendo le Bikila EVO sono un ottimo strumento.


................................. appena finito di scrivere questo articolo, allacciando le nuove EVO per la seconda volta, si è staccato il piccolo velcro posto come finalino sulle stringhe, spero che leggerezza nn significhi delicatezza.








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sabato 26 luglio 2014

La mia transizione al natural running

Ho completato la mia transizione, sono un barefooter?

Dopo quasi due anni di prove tecniche ancora nn riesco a rispondere a questa domanda.
Ho incominciato ad interessarmi all'argomento grazie ad un articolo sul sito della Asics, ebbene sì, lo ammetto, stavo in casa dei cattivik per trovare un paio di scarpette.

Novembre 2012
Istillato il germe della curiosità ho approfondito la materia Barefoot fino a capire, tramite il sito della vallisport, che sarebbe stato meglio cominciare con un drop di 3 mm,  il drop è il termine con cui si misura il dislivello tra avanpiede e tallone, il barefoot prevede naturalmente un drop pari a 0.
Ho acquistato le Inov8  f-XLITE 195, con drop 3, in fondo nn erano molto diverse dalle mie asics, avevo incominciato a correre con scarpe ammortizzate da circa un anno.


Stavo nel mezzo del cammin di nostra vita, 41 anni, poco prima di entrare nella foresta oscura mi son provato di correre, ricordo la prima volta, il preciso istante in cui mi son fermato, ho sentito un formicolio che saliva dalle gambe e si espandeva per tutto il corpo, piacere puro, la diritta via nn era smarrita, in quell'istante preciso pensai che la corsa fosse il più bel movimento del mondo e a tutto ciò c'avevo perso tra palestre e tanti altri sport.

Ritorniamo alle Inov8, le ho utilizzate per circa 3 mesi, 2 dei quali correndo in città, con le scarpe ammortizzate facevo circa 10 km ogni allenamento con le nuove ribassate ho incominciato con 4 - 5 km, i consigli che avevo trovato sul web dicevano tutti, prendetevela calma!

Febbraio 2013
4, 5, 6, 7, 8, 9 al terzo mese arrivo a 10km .....e nel nord del Brasile;
9 km di falesia a piombo sull'oceano atlantico,  1 km di spiaggia e carnevale.


Al terzo_quarto allenamento, incomincio con crampi mattutini al gastrocnemio poi a sentire dolore al tallone destro, la prendo sotto gamba, la falesia è troppo bella.


Parto con il male, ed al rientro esplode.
Il tendine di Achille, il più grande e potente di tutto il corpo, troppo grande e potente, anche per meritare una guaina protettiva;
Niente.
Solo un sottile strato a garantire la scorrevolezza sul calcagno.
Passano i giorni, il tendine è sempre infiammato, nn posso camminare;
Compro un paio di stampelle, muletas in portoghese.



Le uso per 3 mesi, incomincio a capire che lo stretching ed il massaggio sono la chiave di volta, lentamente il dolore sparisce, prenoto un ecodoppler per verificare il completo riassorbimento dell'infiammazione e che nn ci siano danni al tendine.


Tutto è ritornato a posto, tipico incidente da principiante che nn ascolta il suo corpo, distruzioni migliorative, tipo pelle della pianta del piede, si lacera e si distrugge con lo sfregamento ma in pochi giorni si ricostruisce più forte di prima.

Maggio 2013
Si ricomincia, tanto stretching;
Per correre il drop zero rimane un miraggio, per camminare compro le Inov8 bare XF 210, queste si drop zero.


Dopo qualche mese superate le diffidenze ed arrivato stabile ai miei 10 ogni 48 ore con le drop 3, incomincio a usare per qualche uscita le nuove, subito amatissime, XF;
Ce l'ho fatta sto a zero!
Va tutto bene per un lungo periodo, a parte un insignificante dolore al tibiale anteriore, colpa di un
passo in discesa un poco troppo arrembante, il mare sempre il mare;
Nostrum, questa volta.


Novembre 2013
Decido di provare le 5fingers, mi prendo in casa le Bikila LS, le tengo come soprammobile, difficile lasciare le Inov, amore vero, nn le tolgo più 24/24.


Dicembre 2013
E' trascorso circa un anno, l'amore, il troppo amore, distrugge.
Dentro alle mie Inov8 bare XF 210 sento il tallone sinistro, qualche crampo, decido fermarmi.
In tempo?
Dopo una settimane le mie 'muletas' brasiliane mi aspettano insofferenti.
Dicembre stop, ma, sorpresa, a Gennaio l'acchilleo dolore regredisce;
Il 2 gennaio riprovo, la prendo con calma.
Il dolore in realtà non è del tutto scomparso, sento una scia a freddo, quel tanto per ricordarmi di nn esagerare.
Le Inov8 sono andate, ridotte al rango di huarches direbbero le mamme sudamericane, scarpacce!
Dopo 8 mesi di onorato servizio la tomaia è consumata;
Io parto per il Costa Rica.

Febbraio 2014
Finalmente nudo, piedi nudi, 5 km di spiaggia andata e 5km il ritorno, oceano pacifico;
Oceano mare.


Tra le conchiglie affilate comprendo il significato di propriocezione.
Tutto prosegue bene, 10km/48h nn posso chiedere nulla di meglio.
Torno in città, dopo due mesi di piedi nudi nn riesco più ad usare scarpe normali, ricordo di avere in archivio le Vibram a cinque orrende dita, nn troppo orrende, comode;
Belle, davvero belle!
Adorabili.

Maggio 2014
La scuola elementare che frequenta mio figlio organizza una 'maratona' 4 km, una passeggiata, decido per i sandali, Xzero, un azzardo ma tanto nn devo arrivare primo chi se ne importa.
Parto lento, poi incomincio a notare che gli altri sono ancora più lenti di me;
Penso, vai e vinci!
Mi lancio, al 2° km perdo un sandalo, mi fermo e lo riallaccio, riparto supero tanti, al 3°
km ancora il sandalo destro  si allenta, il quarto dito del piede sanguina visibilmente, brucia anche tutta la parte esterna;
Devo vincere!

Riparto, prima del traguardo, superato il secondo, mi distraggo e sbaglio strada, il terzo che nel frattempo è ritornato secondo, mi avverte;
Alla faccia della sportività, la mia prima gara, sarà probabilmente anche l'ultima, il pensiero della vittoria ha offuscato per me tutto quello che di buono e positivo trovo nella corsa.
Dopo qualche giorno riprendo gli allenamenti e rompo il secondo metatarso del sinistro;
Frattura da stress,  recita la medicina ufficiale.


Siamo al 20 maggio, MULETAS, STAMPELLE.

Luglio 2014
Le fratture guariscono in 6 settimane, nn ci sono santi, devono crescere le cartilagini, queste stabilizzano i segmenti e lentamente si trasformano in osso;
Osso duro, meglio di prima.
Agli inizi di luglio ricomincio, le 5Fingers si avviano pel sentiero della vecchiaia;
Oggi ho comperato le Bikila EVO, ma questa;
E' un altra storia.

AGGIORNAMENTO FEBBRAIO 2019


Sono trascorsi cinque anni, vivo da quattro senza indossare calzature, corro.
10km di spiaggia ogni 48 ore intervallando con una sessione di Yoga.
Non ho più sofferto nessun infortunio legato alla corsa;
I miei piedi, sono cambiati nel profondo, i muscoli accresciuti hanno lentamente modificato la posizione delle ossa che ne compongono lo scheletro.

I miei stilobati hanno nuova forma e nuove dimensioni, la pelle resiste a qualsiasi temperatura e a qualsiasi sollecitazione e quando, raramente, incespico in qualche angolo duro, non è poi cosí duro;

I miei piedi non sono più i miei piedi, io non sono più l'uomo che ero.





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mercoledì 23 luglio 2014

La gravidanza, il gonfiore alle caviglie e la camminata a piedi nudi.



Ha causa di varie modifiche che occorrono al corpo di una donna in gravidanza, si riscontra gonfiore alle caviglie dovuto principalmente al fenomeno della aumentata ritenzione idrica nei tessuti ma anche da  differenze nella produzione ormonale, da una modificata composizione sanguigna in favore di un maggior contenuto idrico e dalla aumentata vasodilatazione dei capillari accentuata soprattutto nella stagione calda.

Si aggiunge a tutto ciò, negli ultimi mesi di gestazione, la pressione esercitata dal peso fetale che comprime le vene rendendo ancor più difficile la circolazione sanguigna, ed è proprio quest'ultima a darci la possibilità di mitigare questo problema.


Il sangue, arrivato ai piedi, intraprende il lungo e difficile cammino di ritorno verso il cuore, lasciate le arterie che lo hanno portato sin quaggiù si inerpica per le vene contro la forza di gravità;
Il viaggio incomincia proprio sotto i nostri piedi che, densi di capillari, fungono da vera e propria pompa per spingere il plasma verso l'alto, le grandi vene profonde presenti sull'arco plantare seguono il movimento di quest'ultimo accentuato nel caso della camminata a piedi nudi.


L'uso di scarpe con plantari formati "anatomicamente" diminuisce proprio la flessione dell'arco plantare vanificando parte dei benefici alla circolazione della camminata.


Come non rivolgere un pensiero ad AL288 meglio conosciuto come Lucy, la femmina fossile di Australopithecus Afarensis ritrovato ad Afar in Etiopia risalente a 3,4 milioni di anni fa;

Immaginarla camminare per quelle terre,  fiera della sua acerba posizione eretta.

La Mamma di tutte le Mamme.



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giovedì 10 luglio 2014

Il filo interdentale e la sanità pubblica

Ricordo di aver sentito raccontare da un noto stomatologo italiano:  "Quando un mio paziente si lamenta per le fatture elevate,  estraggo dal cassetto una confezione di filo interdentale e chiedo: Sa quanto costa questo?"

I primati trascorrono gran parte della giornata nettando attentamente la cavità orale con fibre vegetali.

Lo stato Italiano in totale spende circa 300 miliardi di eurini ogni anno, più o meno 80 sono quelli dedicati agli interessi che paghiamo sul debito, 100 vanno per la sanità pubblica e i rimanenti per tutto il resto, questo significa che una persona in salute potrebbe risparmiare circa un terzo delle imposte che versa allo stato.

La maggior parte dei contribuenti però cura poco o nulla il proprio corpo, si programmano le feste per i figli, le vacanze, i matrimoni si curano meticolosamente le auto di famiglia ma difficilmente si fanno piani per mantenersi in salute salvo poi,  nel momento del bisogno, tutti si vuole vivere a lungo, verrebbe da chiedersi se 7 miliardi di umani abbiano o meno il diritto di vivere a tutti i costi anche trascurando la propria salute, mangiando qualsiasi nefandezza che venga loro proposta e fregandosene bellamente delle prescrizioni in fatto di movimento.

Dal mio punto di vista sarebbe corretto stabilire controlli periodici sulla cura della salute dei cittadini, quelli che non rispettano i parametri dovrebbero essere sanzionati con l'aumento dei contributi per le spese sanitarie.

Tommaso Moro coniò il termine utopia, dal greco U_non e Topia_luogo,  battezzò così la sua isola fantastica;
La nostra isola che non c'è.

Erasmo da Rotterdam distrusse quell'isola bombardandola con bombe cariche di follia, e di tale gramigna è ancora seminato il nostro tempo.



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mercoledì 25 giugno 2014

Una caso studio sui benefici della corsa naturale

Riporto e traduco un interessante articolo dal blog del dottor Nicholas Campitelli a proposito di un interessante caso studio della durata di due anni su di un paziente che lamentava problemi di postura:



Il dibattito è in corso per l'uso di scarpe minimaliste e la corsa a piedi nudi.
Pochi studi sono stati fatti e ci sono così tante variabili da controllare da rendere il numero di  questi studi  praticamente irrilevante.
Per vedere gli effetti di ciò che accade al nostro piede rimuovendo il supporto esterno da un tradizionale controllo del movimento di una scarpa da corsa sono necessari anni, qui vorrei condividere un esempio di un corridore che ha abbandonato i plantari rigidi per il controllo del movimento con scarpe ASICS  ed ha iniziato indossando scarpe minimaliste New Balance Minimus con un supporto plantare pari a zero.

Il paziente due anni e mezzo fa, all'età di 34 anni,  aveva piedi piatti flessi e una posizione valga del calcagno (l'osso del tallone osservato posteriormente presentava angoli verso l'interno), e una deformità del ginocchio valgo.
I  sintomi consistevano nel dolore al ginocchio, così come frequenti mal di schiena, indossava plantari rigidi personalizzati  implementati per riallineare l'arco plantare e il calcagno.
Abbiamo proceduto praticando il mio protocollo di transizione, ovvero rimuovere i plantari per la prima parte di  corsa e rimetterli al termine della sessione:
A titolo di esempio, per una distanza di 6 km rimuovere i plantari per circa 1 km e riposizionarli per i restanti 5 km, questo ritmo è stato gradualmente aumentato ogni settimana fino a quando fu in grado di eseguire comodamente tutta la sessione senza l'ausilio dei plantari, lo stesso è stato fatto per le scarpe a controllo del movimento, ma in modo più graduale, vi consiglio di usare la regola del 10%, ogni settimana viene aumentato il chilometraggio con scarpe minimaliste del 10%, sempre utilizzando la scarpa minimalista nella prima parte dell'allenamento e completando con la scarpa tradizionale.
Questo a volte può richiedere fino a 6-8 settimane o più a seconda del livello di preparazione della persona;
Questi tempi possono apparire lunghi, ma in realtà si tratta di un tempo minimo se messo a confronto con alcuni anni di sofferenze.
Ovviamente ciò che viene qui riportato non avendo le caratteristiche di studio scientifico è da considerarsi aneddotica, bisogna però tenere presente che i cambiamenti che si possono verificare in un piede adulto per il rafforzamento dei muscoli posturali, ed in particolare del muscolo adduttore dell'alluce richiedono almeno due anni mentre gli studi che sono attualmente disponibili riguardano periodi di tempo inferiori di qualche settimana o talvolta di alcuni mesi, mentre questo è esempio è basato su di un periodo di 2 anni, i miei colleghi ed io lavoriamo alla  pubblicazione di uno studio della durata di sei mesi che mostrerà risultati oggettivi per questo tipo di  modificazioni.

Vediamo cosa succede al piede quando viene a mancare il supporto di plantari e scarpe per il controllo del movimento.

Vista laterale (al soggetto è stato chiesto di caricare tutto il peso sul piede interessato)

Una vista laterale del piede dimostra un lieve aumento dell'altezza dell'arco longitudinale mediale, purtroppo non è possibile misurare la variazione di altezza dato che le immagini non sono state scattate dalla medesima distanza, si può comunque notare l'aumento della curvatura dell'arco.


Le parti colorate in rosso mettono ulteriormente in evidenza le differenze:



Allineamento della caviglia

Le immagini sotto mostrano il miglioramento nell'allineamento del calcagno, potete vedere come nel 2012 il calcagno fosse estroflesso, inclinato verso l'interno, a causa di una debolezza del muscolo adduttore dell'alluce che porta al crollo dell'arco longitudinale mediale, nel 2014 il calcagno è più retto, orientato verticalmente, questo è il risultato di un rafforzamento dell'adduttore dell'alluce che tirando e accorciando tra l'alluce e il calcagno migliora l'arco e raddrizza tallone.


Dita del piede verso l'esterno

L'immagine seguente invece è un esempio di quello che i medici chiamano la "troppe dita in vista", quando si visualizza  il piede da una vista posteriore  possiamo notare come nel 2012 c'erano più dita visibili sulla parte esterna del piede dimostrando un arco debole e collassato, nell'immagine 2014 si può vedere come la colonna laterale, al di fuori del piede, sia riallineata e le dita non siano più visibili.

L'arco

Infine esaminiamo l'arco longitudinale mediale, questo è l'arco del piede a cui la maggior parte delle persone si riferiscono a quando dicono di avere un  "piede piatto";
Per semplificare, l'altezza dell'arco sarà assente o premuta contro il pavimento con il piede piatto.
Qui possiamo vedere nel 2012 c'era molto poco spazio presente sulla parte interna del piede.
Dopo 2 anni e mezzo di rafforzamento si nota la migliore muscolatura degli arti nel 2014 ed inoltre si nota  un aumento in altezza dell'arco.

In sintesi, malgrado questa sia come ricordato aneddotica, questi sono i cambiamenti che stiamo registrando in corridori che hanno completato la transizione a scarpe minimali.
Questi risultati sono stati osservati e descritti da molti nella comunità dei corridori a piedi nudi ed in questo periodo vediamo come stiano aumentando in modo esponenziale il numero di corridori che passano al bare foot.
Questo è solo un esempio documentato con prove fotografiche tra i molti che ho visto nella mia pratica.
È importante perché si tratta di una prova che una scarpa minimalista può rinforzare la muscolatura intrinseca del piede e di conseguenza modificarne nel tempo la forma;
Spero di avere presto altri risultati oggettivi da pubblicare.


Dr. Nicholas Campitelli

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