venerdì 3 luglio 2026

Ascoltare il cacciatore Re della savana che è dentro noi

 


Corro da molti anni barefoot su una spiaggia tropicale, qualche

tempo fa sono stato attaccato da due cani di grossa taglia

che circolavano soli, da quel giorno ho deciso, essendo

titolare di porto d’armi, di portare con me la mia Glock automatica

del peso di circa due chilogrammi.

I miei 10 chilometri di spiaggia ogni 48 ore con 2 chili in mano, giorno dopo giorno il mio corpo è cambiato, ho ascoltato dentro di me il quasi bipede che portava un sasso;

Per cacciare.

Poi ho ascoltato dentro di me anche l’australopithecus afarensis con la clava, e via via con il passare dei milioni di anni, l’ascia, la lancia, l’arco ….




Se durante una 10 km considero circa 7.500 oscillazioni utili del braccio, ogni piccola salita verticale del peso vale:

W = 2 \cdot 9,81 \cdot 0,10 \approx 1,96 J

Moltiplicato per 7.500 oscillazioni, il lavoro meccanico minimo diventa:

1,96 J \times 7.500 = 14.700 J

Cioè circa 14,7 kJ.

Tradotto in un gesto da palestra, è più o meno come fare 75 ripetizioni con 20 kg sollevati di un metro, oppure circa 150 ripetizioni con 20 kg sollevati per mezzo metro.

E questo è solo il conto pulito della salita verticale.

Nella realtà il peso viene anche accelerato, frenato, stabilizzato

dalla spalla, trattenuto dalla presa e integrato nella rotazione

di tronco e bacino.

Forse correre con due chili in mano non ti trasformerà  in un

cacciatore paleolitico, ma ti ricorderà una cosa antica: la corsaumana non è mai stata solo gambe.

È piede, polpaccio, bacino, tronco, spalla, mano.

Il braccio che oscilla è un contrappeso; la mano che porta un peso

trasforma quel contrappeso in esercizio.

Non è magia, non è bodybuilding, ma è un piccolo laboratorio

biomeccanico portatile: ogni passo una ripetizione, ogni oscillazione

un richiamo.


Post in evidenza

Ragioniamo con il c..lo