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Polpaccio, gemelli, gastrocnemio

Nella fase di transizione al natural running i problemi maggiori spesso vengono da questo apparato muscolare, un vero e proprio ammortizzatore collegato al  piede tramite il tendine di achille.
Nella corsa a piedi scalzi la sollecitazione del gastrocnemio è sempre maggiore rispetto alla corsa con scarpe ammortizzate, il miglioramento del tono muscolare e quindi della potenza comportano una maggiore trazione sul tendine di achille, rendendolo così soggetto ad infiammazioni importanti che richiedono periodi di riposo prolungati.

Solitamente il primo avviso per questo tipo di problemi arriva da crampi mattutini che se trascurati sfociano inevitabilmente nell'infiammazione tendinea.
Per prevenire problemi abbiamo due armi efficaci, l'automassaggio e lo stetching.

Dedicare pochi minuti al giorno alla cura delle gambe e dei piedi, può diventare una pratica piacevole, ammirare i risultati ottenuti con la pratica della camminata e della corsa naturali, toccare con mano la ritrovata forza e potenza del nostro piede, scoprire il gastrocnemio turgido e il soleo inaspettatamente potente, saranno motivo di riflessione sulla vera essenza dell'animale uomo.

Per l'automassaggio del gastrocnemio ricordo l'importanza dei punti di trigger, una pressione delle dita concentrata su questi punti favorisce il rilassamento dell'apparato muscolare.
Nota fondamentale è la direzione in cui si esercita il massaggio, la regola vuole che sia sempre quella verso il cuore per favorire la circolazione;
Affidarsi all'istinto primordiale rimane sempre un ottimo mezzo per imparare a conoscere il nostro corpo, il cacciatore corridore sapeva dell'importanza vitale dei suoi arti inferiori, la loro cura è insita nel nostro essere.

Per lo stretching ricordo l'importanza dell'ascolto, ascoltare quello che ci chiede, è il segreto per trarre il massimo beneficio dalla pratica quotidiana, ascoltare significa in primo luogo imparare a distinguere le 4 fasi in cui è possibile suddividere i momenti caratteristici per il muscolo in allungamento:

1-Massimo allungamento ma non graduale e lento      del muscolo

2-Contrazione isometrica per circa 15 - 20 secondi     (in posizione di allungamento)

3-Rilassamento di circa 5 secondi

4-Ulteriore allungamento del muscolo contratto           precedentemente per almeno 30 secondi.

La respirazione diaframmatica ci fornisce un ulteriore utile elemento di concentrazione.







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